Riflessioni

martedì 18 febbraio 2020

ESSERE INCORAGGIANTI

COME INCORAGGIARE UN DEPRESSO


 Lui non lo sa cos'ha? 




 Piangente ma vigoroso. 


Tutti abbiamo bisogno di aiuto.


-Il profeta Elia era depresso e si sentiva solo è voleva morire:
Solo contro una regina cattivissima, arrabbiatissima, che aveva giurato che in giornata l'avrebbe ucciso. 
E forse anche prima torturarlo com’era abitudine allora.

Morire per morire, ma la tortura no, ecco perché era depresso, e fece molti km per andare a nascondersi in una caverna.

Ìzebel mandò a dirgli: “domani a quest’ora morirai!” Elia ebbe paura, e fuggì per mettersi in salvo. Si addentrò nel deserto per un giorno di cammino, e chiese di morire, dicendo: “Ora basta! O Geova, toglimi la vita.”.  Lì entrò in una caverna e vi passò la notte; ed ecco che la parola di Geova gli fu rivolta, dicendo: “Che fai qui, Elia?” 1 Re 19:2-9

Geova ha consigliato Elia di uscire dalla caverna, e andare sul monte, poi gli stette vicino, ascoltando le sue lamentele, poi lo consigliò di osservare la natura, ascoltare il vento, guardare il fuoco, mentre gli parlava con voce calma.
I Re 19:9-13 "Egli disse: “Esci e sta’ sul monte alla presenza di Geova”. Ed ecco che Geova passava, e passava un grande e forte vento e dopo seguì il fuoco, e poi ci fu una voce calma, sommessa."

Come fece Geova con Elia che lo convinse a uscire dalla grotta, e salire sul monte e osservare lontano e percepire le sensazioni che offriva la natura, vento, pioggia, tuono, lampi, fuoco, è terremoto, seguiti da una voce calma, così con chi è depresso è meglio fare due passi insieme, ascoltando e parlando con calma.

Una camminata all'aria aperta, cervello acceso che ascolta per capire, fare osservazioni sulle bellezze naturali, rispondere con calma.

Elia cambiò i suoi pensieri da negativi in positivi, acquistò forza e pensieri di pace, vinse la sua paura di essere ucciso, si riprese e rinnovò l'energia per le sue attività.

Riassumendo, il depresso non ha perso il suo potenziale, semplicemente ha spento il suo zelo, lo si incoraggia conversando con lui in modo calmo, sommesso e ascoltandolo, così riacquista nuovamente fiducia, nel suo potenziale.




Amen = Così sia

Chi vivrà vedrà.



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Endiab

LA SAGGEZZA VERA

L'esempio
L'insegnamento efficace
Bellissima la parabola del 'Buon Samaritano' in cui solo il terzo soccorse il ferito, tuttavia ritengo altrettanto efficace il modo in cui Gesù trattò colui che gli fece la domanda: "chi è il mio prossimo" vi riporto il colloquio significativo fra i due, si trova in :
Luca 10:36  "Chi di questi tre ti sembra che si sia comportato da prossimo nei confronti dell’uomo che cadde vittima dei briganti?”   L’uomo rispose: “Quello che agì con misericordia verso di lui”. Quindi Gesù gli disse: “Va’, e anche tu fa’ la stessa cosa”.
Lo trattò con benignità e dignità, lo fece ragionare, voleva che capisse il nocciolo della questione, chi era veramente il 'prossimo' e lo guidò affinché si desse da solo la risposta alla sua domanda, e cosa avrebbe dovuto fare per essere lui stesso il prossimo è comportarsi da prossimo.
O come si dice 'il prossimo siamo noi '.


Due modi di reagire a confronto
Il primo è: chiarisci le cose che ti irritano col tuo prossimo, e poi dimentica il risentimento. Matteo 18:15
Il secondo è: dimentica subito il risentimento e non pensarci più.1Pietro 4:8
Gesù ha sempre usato il secondo metodo, anche con i suoi nemici.

L'AMORE VERSO GLI ALTRI

Gesù non condannò la donna
impura che lo aveva toccato
ma la guarì
IL CARATTERE AMOREVOLE DI GESÙ
Lo capiamo  dall’episodio della donna con la perdita di sangue da 12 anni che aveva speso tutti i suoi soldi ed era peggiorata diventando anemica, ma sentì parlare di un lebbroso impuro che Gesù aveva toccato e che fu guarito all’istante e pensa di fare lo stesso superando il blocco della sua impurità e anche della sua vergogna dovuta alla malattia e ragiona: “se solo riesco a toccarlo guarisco” sapendo di essere impura, non si azzarda a toccare Gesù direttamente, ma solo la sua veste, così si avvicina piegata in due per timore di essere vista e per il dolore, effettivamente appena tocca la sua veste guarisce, Dio trasferisce della Potenza da Gesù a lei, la sua perdita di sangue si cauterizzò  all’istante, e Gesù sente di aver perso Potenza, e dice “chi mi ha toccato?” Decine lo toccavano ma solo una con tale fede. La donna lo ammette timorosa e Gesù le dice “la tua fede ti ha sanata, va in pace”.
La donna e il lebbroso, erano entrambi impuri e non avrebbero dovuto toccare Gesù.
Il punto è che Gesù ha un amore grande, guarda oltre le apparenze passa sopra a certe mancanze, perché possiede una grande empatia e (alla donna impura che non doveva toccare Gesù) le disse: "va in pace" e con il lebbroso che Lui non avrebbe dovuto toccare perché considerato impuro fa lo stesso e gli disse: "lo voglio sii reso puro", menziona la purezza perché è il punto focale.
[per così dire, prima li purifica e poi li guarisce]
Inoltre guarda il cuore e la fede, non la gravità dei peccati, (in quelle situazioni era una questione di virus come anche la lebbra è un'infezione).
Di altra gravità furono i casi di Mosè, Davide, Paolo, (uccisero persone innocenti pensando di far bene) anche loro furono riscattati e utilizzati nuovamente.
Luca 7: 47.  " ...io ti dico che i suoi peccati, benché siano tanti, sono perdonati, perché ha amato tanto. Ma colui al quale è perdonato poco ama poco" La cosa veramente importate è che alle spalle di tutti questi personaggi, c'era Dio che ha dato il suo S.S. affinché i miracoli si adempissero, pertanto si deduce che anche il Padre come il Figlio guarda il cuore e i motivi, e le intenzioni e ha un grande amore verso chi ha fede.
GESÙ oltre ai singoli, si interessò anche del gruppo degli Apostoli, e in generale della gente, delle masse, di tutte le persone, lo dimostra il programma che mise in atto riguardo la predicazione della buona notizia, lo fece di persona, poi incaricò i 12, e poi i 70, li mandò a tutto Israele, e poi alle più distanti parti della terra compreso qui dove siamo noi, si Gesù è amorevole perché vuole aiutare tutti, e così è Dio perché Gesù dice di loro 2 “io e il Padre siamo uno”.
Purtroppo oggi esiste il caos dei valori, e sono pochi quelli che hanno un quadro chiaro della situazione.
In sintesi amiamo chi ha un carattere amorevole e ci amò per primo altruisticamente.


LA PAZIENZA

L'invasione delle
cimici

Anche lui aspetta
La primavera
L'uccellino col petto rosso, che diventano sempre meno.

Nella nebbia invernale all'alba di un nuovo giorno, spaventato dal rapace che vola in alto, anche lui in cerca di cibo che scarseggia per tutti.



Tuttavia non è dimenticato, perché:
"Due passeri non si vendono forse per una moneta di piccolo valore? Eppure nemmeno uno di loro cadrà a terra senza che il Padre vostro lo sappia." Matteo 10:29

Comunque ora prosperano le invasioni di cimici e cavallette.
Dall'alto Dio osserva e soffre ma aspetta è paziente. 
Perché? 
Aspetta, trattando con gentilezza, quell'uomo laggiù che diventi idoneo, e impari a fidarsi del suo Creatore, per poter entrare nel nuovo paradiso. 
Conosce tutto di lui anche il numero dei suoi capelli, legge il suo DNA come un computer in continuo aggiornamento, e così conosce anche la continua variazione del numero a seconda della caduta.
Un Dio buono che nonostante l'indifferenza della maggioranza, con chi lo cerca è premuroso gentile e sensibile perché tiene conto dei suoi sentimenti.
Non lo ritengo fautore di ricatti, imposizioni, pressioni, sfruttamenti, di pungolate, o frustamenti, o super esigente, e neanche uno spremitore di agrumi, tanto meno se queste azioni sono fatte con delle sottigliezze, ma lo considero un Dio buono.
E poi un padre mostra misericordia al figlio.
6000 anni fa il figlio fu cacciato perché voleva fare di testa sua ora alcuni suoi discendenti hanno trovato la strada giusta sotto la luce del sole e sono nuovamente vicini ad essere idonei per il loro rientro nel nuovo Eden.
Dio è paziente sa aspettare e vede la soluzione ormai vicina.
È per questo che sopporta la sofferenza dell'uccellino e l'invasione delle cimici, la spogliazione delle cavallette, per l'amore che ha verso quell'uomo.
Domanda per me è per te.
Noi possiamo fare almeno qualche sforzo per pazientare con coloro coi quali non abbiamo feeling?
O meglio come possiamo ottenere il pass per il rientro nel nuovo paradiso?
Non ci sono raccomandati o preferiti, il pass va meritato.



LA FEDE LA VERA FEDE

Un paracadute nello
zaino sarebbe il
piano
B

IL PIANO B

Un uomo fa un'escursione in montagna, e precipita nel burrone ma all'ultimo momento riesce ad aggrapparsi a un arbusto.
Guarda sotto di sé e vede il precipizio e inorridisce.
Prega intensamente Dio, chiedendogli di salvarlo.
Ode una voce da lontano che dice: “ lasciati andare”  “ lasciati andare “  guarda nuovamente il precipizio e ode nuovamente la voce, che ripete  “ lasciati andare”.
Non avendo sufficiente fede nella preghiera fatta, dubita della voce udita e rimane aggrappato mezz'ora circa, ormai è  esausto e grondante di sudore e coi brividi, poi ode un'altra volta la voce ma da vicino, è l'escursionista che si è avvicinato e gli dice: “cosa ci fai lì appeso a quell'alberello ti sto osservando da circa mezz'ora?  Non vedi che sei appeso a 10 cm dal sentiero?”
Infatti il sentiero passava proprio sotto i suoi piedi ma per una visione di prospettive non era visibile dal punto dove lui stava guardando, lui non vedeva il sentiero, ma vedeva solo il precipizio.
Che bella dimostrazione di Fede se avesse ascoltato la voce che gli diceva lasciati andare.
Ma ormai aveva perso l'occasione propizia.
Avrebbe potuto immortalare un'esperienza di Fede straordinaria se avesse dimostrato di credere nella parola udita, e avuto fede nella preghiera fatta.
Comunque chi ha vera fede discerne che la preghiera è stata esaudita lo stesso, grazie al piano 'B' si è salvato.
Ebrei 11:1  La fede è la certezza che quello che si spera si realizzerà, la chiara dimostrazione di realtà che non si vedono."
Il bello viene adesso, pensate, Dio ha sempre un piano B.
Quanto mi piace questa caratteristica di Dio, cioè che ha sempre pronto un piano B , ve lo dimostro.
Pensate al giardino d'Eden, quando Satana è Adamo hanno distrutto il programma 'A' Lui ha subito decretato quello B, tramite la discendenza di Adamo.

Non è fantastico camminare con un amico così e dargli la nostra completa fiducia?

Ora, se vogliamo applicare all'esempio il nome di qualche personaggio biblico, senza ombra di dubbio, Maria madre di Gesù si sarebbe lasciata andare al primo avviso, perché ha fatto proprio così quando ha ricevuto la notizia dall'angelo Gabriele.
Mente coloro che ebbero dei tentennanti furono sicuramente Giona, che invece di andare a Ninive è fuggito sulla nave, e Tommaso che ha voluto mettere il dito nella ferita dei chiodi nelle mani e nel costato di Gesú prima di credere.

Morale, nelle questioni di fede, tenendo conto l'esperienza di Giona che fu lanciato in mare e visse 3 giorni nello stomaco di un grosso pesce, è meglio se siamo convinti e ci atteniamo al piano "A".

lunedì 17 febbraio 2020

L'UNITA'

Le erbe infestanti
spezzano l'insieme 
All'unisono 
Per non avere gramigna occorre
curarlo.
ESSERE UNO CON GLI ALTRI
Cosa significa essere uno?           No gruppi infestanti nel gruppo!
Zone di gramigna in un prato verde, lo deturpano, così sono i gruppi nel gruppo, i gruppetti dividono, è bello essere un solo gruppo omogeneo.
Oltre alla gramigna esistono tuttavia anche le aiuole di rose, e anche vero che nel gruppo c'è più unità perché esiste un maggior controllo, ma purtroppo si perde la possibilità di imparare dalle qualità che hanno altri che si trovano fuori dal gruppo. L'aiuola di rose non ha il candore e il profumo del mughetto.

In un campo di girasoli in fiori hanno tutti una crescita frattale ad angolo aureo, e guardano sempre il sole e si girano all'unisono, e formano un solo gruppo.
Es, i ciclisti di un tandem , i passeggeri della nave, di un aereo, di un treno, etc.  vanno tutti insieme nella stessa direzione, l'ondeggiare del grano sotto le carezze del vento, cattura i nostri occhi, ci incanta, e vorremmo essere anche noi nel gruppo come una spiga nel mezzo agli altri.
Collaborare con un gruppo significa essere uno, fare parte dell'insieme, non c'è spazio per il fai da te, o l'indipendenza.
Essere uno del gruppo ci fa accumulare carica positiva per spenderla poi per il meglio. Sostituire la radura di gramigna con è meglio.
L'unità è una potenza in un mondo diviso che si sta scannando.
L'unione non solo fa la forza, ma ti alleggerisce molto il peso che devi portare.
L'isolarsi è stupidità, mentre essere uniti ad altri per compiere un'opera buona è saggezza.
"Ecco, com’è buono e com’è piacevole che i fratelli dimorino insieme in unità" Salmo 133:1
La cosa migliore sarebbe aggiungere all'unità, la varietà.
Vedi anche:
   E… di Ab….

L'UMILTA'

Anche un semplice
pedone può fare
scacco matto
L'UMILE NON INSISTE NEL VOLERE L'ESCLUSIVITÀ  SUL PALCOSCENICO
Nella storia ci fu una famosissima famiglia di 12 fratelli maschi, quella di Giacobbe.
Uno di loro che era il favorito di suo padre come descritto in:
Genesi 37:3  "Quanto a [Giacobbe ora soprannominato] Israele, amava Giuseppe più di tutti gli altri figli, perché era il figlio della sua vecchiaia".

Una notte Giuseppe fece un sogno, questo:

".....questo sogno che ho fatto: stavamo legando dei covoni in mezzo a un campo, quando il mio covone si è sollevato e si è messo dritto, mentre i vostri covoni si sono messi tutt’intorno al mio e gli si sono inchinati" Genesi 37:6
Questo suscitò nei fratelli un grandissimo malumore.
Giuseppe era salito sul palcoscenico diventando il primo attore della commedia, i suoi fratelli erano in secondo piano.

Poco dopo fece un altro sogno :

Ho fatto un altro sogno. Questa volta erano il sole, la luna e 11 stelle a inchinarsi davanti a me” Genesi 37:9
Giuseppe era fermamente protagonista sul palcoscenico, questo generò grande invidia nei suoi fratelli, lo soprannominarono 'il sognatore' e menzionarono di ucciderlo.
Fu buttato in una cisterna, e poi venduto a dei carovanieri, destinato a diventare schiavo nel grande Egitto.
I fratelli, senza saperlo, hanno contribuito a rendere Giuseppe una persona umile, che in seguito fu per lui un grande vantaggio per la sua vita futura, divenendo poi secondo al grande faraone.

Non solo umile, ma anche riflessivo, lo conferma il fatto che non fu vendicativo nei confronto dei suoi fratelli, e quando vennero a inchinarsi a lui nella sua gloria di quasi faraone, comprese che l'odio che si era attirato era in parte per colpa sua e dei suoi sogni che lo collocavano come unico attore sul palcoscenico, mentre tutti gli altri si inchinavano.


  Volendo trarre una lezione morale da questa storia, utilizziamo nuovamente il palcoscenico in un teatro dove oltre al bravissimo attore protagonista, esiste anche colui che prepara le scene, ed è veramente abile nel renderle espressive e coinvolgenti, componendo bene lo sfondo con l'ambiente, spostando sedie e tavoli.

Ora se l'attore non considera lo scenografo solo uno sposta sedie, ma riconosce con umiltà  la sua bravura e lo loda alla fine dello spettacolo per le belle scenografie preparate, oltre agli applausi si conquistarà l'affetto e la fedeltà  degli spettatori.

Pertanto chi è sul palcoscenico riconosca anche i meriti di coloro che sono dietro le quinte, che contribuiscono al suo successo, ricordando inoltre che se non ci fosse il pubblico non avrebbe nessuno con cui condividere la sua bravura, o le sue informazioni.

Con un tuo fratello, o sorella, o un tuo amico, per non essere oggetto del suo odio, non sognare, sappi riconoscere con umiltà  che anche lui ha contribuito al tuo successo, come un pedone dietro le quinte, e se tu sei il Re ringrazia il pedone con genuina riconoscenza, ringrazialo nuovamente e sarai stimato per la tua umiltà.




   E… di Ab….